Alfiano Vecchio piccolo grande paese

Cerco grandi ricordi dal passato e scrivo di piccoli momenti di vita dal presente
domenica, 29 novembre 2009

29/11/09 - Una piccola cosa

Alfiano Vista114

E' innegabile, lo si sente nell'aria e già si vede da qualche giorno a questa parte (soprattutto se ci si perde nei grandi mondi affollati che sono i Centri Commerciali) che siamo entrati di prepotenza nel periodo che profuma di Natale.

E un piccolo, ma importante segno, come ogni anno, è visibile anche qui ad Alfiano...

Come ogni anno (e quest'anno molto in anticipo rispetto a quelli passati), sono state installate le tre file di luci che corrono sulla strada,  che sospese lo attraversano e che lo "colorano" allegramente..

Non so dire se questa volta tutto funzionerà alla perfezione (visto che solo la prima, quella sistemata all'ingresso del paese) è stata "accesa"..

E quella scritta che capeggia luminosa a darti il benvenuto è una nota simpatica e carina, e ogni volta che la incrocio con gli occhi (è visibilissima già all'imbocco dell'incrocio) mi viene da sorridere..

Sembra una stupidaggine, ma nel mio piccolo io la "vedo" come un segno di vita, come una nota artistica carica di colore che si perde nel grigio del paesaggio..

E mi piace scorgerla da lontano la sera quando torno, e mi piace perchè posso rubarne la luce e specchiarla nei miei occhi,,

Lo so, è una cosa molto semplice ma sicuramente di un certo "effetto", è una piccola cosa, ma la sento come il segno evidente che "finalmente è Natale...."

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categorie: paesaggio, riflessioni, attualità, alfiano vecchio
giovedì, 26 novembre 2009

26/11/09 - Ghè rivàat chèi de ‘l Fiàan

Istantanea

Non ricordo più ormai quante volte me lo sono sentito dire, o l’ho sentito buttare nell’aria, specialmente quando ragazzo, per un motivo o per l’altro andavo in paese (a Corte de’ Frati.. naturalmente).

Forse, a dire il vero, non è mai stato detto con “voluta” cattiveria, ma il sentirsi appellare, ogni volta, con un “ghè rivàat chèi de ‘l Fiàan..” diciamo che mi ha sempre fatto un po' “arrabbiare”.

E mi stupivo sempre perché lo sentivo quasi quasi come una specie di “insulto” che mi arrivava addosso, e non capivo (o non volevo capire) il perché di queste poche parole che percepivo come “sprezzanti”.

E’ vero, io abitavo in questa piccola frazione sperduta nella campagna, dove come un piccolo mondo a sé stante, c’era tutto quello di cui avevo bisogno.

L’osteria dei miei genitori e dei nonni che già era il fulcro della vita semplice che regnava tra queste quattro case, la scuola materna e quella elementare, due grandi cascine (altri piccoli mondi ..) la chiesa con annesso oratorio, il campo sportivo, il fiume Oglio con la sua spiaggia e tanti sterminati campi a contorno…

Quindi, a dire la verità, qui ci si stava bene, (anzi direi proprio benone), e non c’era la necessità di andare in paese (a fare che poi?), e forse è per questo che, quelle poche volte che ci si “avventurava” si veniva accolti così come se fossimo stranieri arrivati da chissà dove...

Avrei dovuto sorvolare su questa cosa, che invece mi ha sempre punzecchiato nel cuore, avrei proprio dovuto non dare tutto il peso che le affibbiavo, ma sono sempre state parole che in qualche modo mi hanno fatto male, che mi hanno quasi ferito.

E’ risaputo (e secondo me un fondo di verità me lo conferma) che gli abitanti “delle frazioni” in qualche modo “erano visti” con occhi diversi, forse perché si pensava chissà cosa, ma io, sinceramente, non mi sono mai sentito “inferiore” né all’ora (e tantomeno oggi..).

Questo mio attaccamento al “paesello natìo” è proprio una parte di me, e quando sento, ancora oggi, un sottile filo di ironia che accompagna alcuni commenti, (quando difendo a spada tratta questo mio senso di profonda appartenenza per questo territorio) ancora oggi in qualche modo mi sento “infastidito”.

Dopotutto, e qui la storia ne è testimone, il piccolo borgo di Alfiano Vecchio, vanta un ruolo primario nelle vicende che vivono nei tempi andati (per citare alcune cose: la famiglia romana che lo fondò… l’avvento dei Longobardi.. le spietate battaglie per il “possesso” del fiume Oglio..) e scusate se è poco, ma questo mi rendo in qualche modo “orgogliosissimo”..

Di rimando invece, nei libri di storia Corte de’ Frati non ha lo stesso “peso” e quindi, forse anche per questo, di generazione in generazione questa sorta di “avversione” verso “le genti delle frazioni” è rimasta “incastrata” nelle tradizioni..

La mia non vuole essere una presa di posizione “polemica” (anche se il polemizzare mi ha sempre calzato a pennello), è solo una riflessione che ogni tanto mi porta a pensare che forse solo un “pizzico” di celata invidia poteva portare talune persone “ad accogliermi” in quel modo…

Non mi sono mai sentito inferiore a nessuno, sia ben chiaro, lo scrivo e lo sottoscrivo, anzi.. ringrazio chi mi ha fatto nascere qui e mi ha fatto crescere.. è stata, è e sarà per sempre “una grande fortuna”…

p.s. : era una vita che questo sassolino mi dava fastidio... oggi me lo sono proprio voluto togliere..

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categorie: riflessioni, ricordi, attualità, alfiano vecchio
martedì, 24 novembre 2009

24/11/09 - E se finisse tutto?

Acquarello

Parlando con un amico, una cosa che mi ha detto mi ha fatto "molto pensare"... ed è una cosa che gira e mi rigira nella testa..

C'è da dire (ed è un aspetto che apprezzo molto) che questo mio diario quotidiano che viene giornalmente seguito da non so più quante persone, ogni tanto, vuoi per telefono, vuoi di persona, vuoi via mail, mi regala l'occasione di scambiare alcuni pareri su quello che dico e scrivo.

Amichevolmente mi è stato "ipotizzato" che questo mio piccolo mondo, prima o poi, vedrà l'esaurirsi dei racconti, delle riflessioni e dei sentimenti che mi procura...

Che potrà quindi succedere se mi ritrovassi davvero senza più niente da dire, senza niente da raccontare, senza niente di cui rilfettere??

Ci ho pensato, ci ho ripensato, e ci ho pure riflettuto.. ma per il momento una vera soluzione non ce l'ho..

Intanto vado avanti a scavare nella memoria dei tempi che furono cercando di ritrovare ricordi a me cari, non disdegnando le piccole grandi cose che possono succedere giorno dopo giorno..

Il futuro non è mai prevedibile... per cui... sarà un problema che affronterò al momento opportuno.. 

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domenica, 22 novembre 2009

22/11/09 - Un attimo di pausa

Alfiano Vista327

Qualche giorno fa, uscendo dall'ufficio nella pausa pranzo, mi sono accorto che la giornata era talmente bella, splendente e luminosa, che era quasi un peccato sprecare il tempo che avevo a disposizione e non godermelo tutto.

E cosi, arrivato a casa, mi sono fatto un panino che ho divorato velocemente, mi sono equipaggiato di macchina fotografica e mi sono “abbandonato” ad una passeggiata solitaria sulla Siberiana..

Ed è un pensiero che mi è venuto fulmineo mentre la percorrevo tornando a casa, ho posato i miei occhi su tantissimi colori che era un peccato farmeli sfuggire..

Ho visto tantissime sfumature cromatiche che forse nemmeno il più esperto dei pittori può cogliere, credo che in questo nessuno possa battere la Natura.

Mi sono quindi goduto un attimo di pausa tutto per me, ho parcheggiato la macchina e mi sono incamminato piano piano sul piccolo nastro di asfalto che corre tra due fossi profondi..

Ho respirato ogni attimo come se fosse l'ultimo che avevo a disposizione e ho fatto qualche fotografia.. perdendomi nei colori brillanti che brulicavano nel paesaggio intorno a me.

Quello che mi ha stupito di più.. è stato un filare di pioppi che era uno spettacolo..

Ho cercato di fare le inquadrature giuste affinchè mi aiutassero a trasmettere le emozioni che mi hanno procurato e spero di esserci riuscito.

Me la sono davvero goduta la pausa.. niente di che.. ma una buona ricarica per affrontare il resto della giornata..

Spero di averne altre.. ho proprio bisogno di “ritrovarmi” in questo splendido paesaggio.

Alfiano Vista321

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mercoledì, 18 novembre 2009

18/11/09 - L'albero

 Alfiano Vista321

Se ne sta lì da non so quanti anni ormai, e ultimamente vigila immobile sul ciglio della piccola strada che congiunge Alfiano ad Aspice, talmente imponente che non passa di certo inosservato.

E' come se fosse stato messo lì per fare la guardia a tutti quelli che gli passano accanto e il solo guardarlo ti regala una strana sensazione.

Soprattutto ora che traspare in tutta la sua grandezza, così spoglio e così immobile..

Ne avevo parlato qualche tempo fa, mi ci ero immedesimato, mi ci ero quasi “vestito” di questa sua anima che piano piano lo stava lasciando, ed in effetti, è facile capire oramai che non c'è più un briciolo di linfa che gli scorre tra i rami..

Ogni volta che lo incrocio con lo sguardo mi sento inondato come da un senso di “tristezza”, forse perchè non avrei mai creduto che potesse morire, che facesse una fine così.

L'ho sempre amato, questo grande albero, forse per il solo fatto di essere cosi “immenso”..

Il vederlo ora, cosi spettrale nell'aspetto, cosi inerme nel colore che ha assunto la sua corteccia, cosi fermo sulle radici: è uno spettacolo che avrei preferito evitare.

Giornalmente ci poso gli occhi e ogni giorno gli affido uno dei miei tanti pensieri, consapevole che non può aiutarmi in nessun modo, anche se comunque è una presenza costante nell'andare quotidiano delle mie giornate..

E per questo, in un giorno autunnale baciato da un sole splendente, l'ho voluto fotografare ancora una volta, forse solo per regalargli un pensiero, forse solo per fermarne nel tempo la sua grande presenza, forse solo per testimoniarne la magnificenza, forse solo perchè volevo salutare un grande amico..

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categorie: paesaggio, natura, albero, alfiano vecchio
domenica, 15 novembre 2009

15/11/09 - Il mio piccolo paese 2

Ho ricevuto questa mail e ne sono stato profondamente colpito. Forse per quell'aria di tristezza (e quasi oserei dire di dolore) che si nasconde dietro tante parole. E ho deciso di pubblicarla perchè la condivido pienamente e anche perchè in qualche modo rafforza questo mio "profondo sentimento" per il posto in cui vivo. E anche perchè è la conferma che queste sensazioni, che vivono e che moriranno con me, non sono solo mie, sono anche di tanti altri.. ed è bello sapere, che non sono il solo a pensarla così.... Grazie Daniele..

Alfiano Vista320

Caro Silvio,

il tuo scritto d'amore verso Alfiano ha causato in me una vera guerra di sentimenti.

Già altre volte avevo letto tuoi scritti pieni di sensazioni verso il tuo luogo natio, molto piacevoli a leggersi, ma per me anche vere e proprie coltellate dentro il mio cuore.

La ragione di questo sta nel fatto che quello he senti tu l'ho sentito anch'io, e perdonami per quello che sto dicendo: l'ho sentito mille volte più forte.

Non voglio fare qui una patetica comparazione di sentimenti, questo mai.

Io credo nella bellezza delle tue sensazioni verso il luogo in cui sei nato, però vorrei ricordarti che sono nato anch'io ad Alfiano.

Ricordo i 5 anni di vita ad Alfiano come gli anni più belli di tutta la mia vita.

Quei ricordi sono rimasti sltanto come fugaci immagini e sensazioni nella mia mente, quadri colorati bellssimi da appendere al muro delle cose perdute per sempre.

Quando partii da Alfiano era il 1960 e il mondo contadino stava cambiando inesorabilmente.

Un cambiamento che avrebbe cancellato per sempre i colori, i profumi, le atmosfere, le luci di quel mondo millenario.

A chi interessa sapere queste cose oggi, sapere che una volta i colori della vite e le luci erano diverse!?

Penso a pochi, forse a nessuno, ma so invece che tu mi capirai, mentre per qualcuno potrei sembrare un poco strano.

La rabbia che provo è quella di vedere la gente d'oggi che non sa niente di com'era bella la vita soltanto 50 anni fa.

Certe impressioni le trovo oggi soltanto in certi quadri ottocenteschi dei musei, quadri bellissimi, che ritraggono cose lontane anni luce dai giovani d'oggi.

Ebbene, io invece posso dire di averle viste, sono fiero di essere vissuto "dentro" i quadri antichi.

La vita dal 1960 in poi è stata soltanto una discesa lenta ma inesorabile verso un mondo di grigiore di non vita, al punto in cui ci troviamo ora.

Non c'è in me nessna nostalgia, la nostalgia tanto criticata dai benpensanti, ma soltanto un rimpianto per cose che non ho più e di rabbia per cose che le persone d'oggi non potranno mai vedere nè provare.

Anche se descrivessi quelle sensazioni non sarei capito, oltre al fatto che è un'operazione parecchio difficile.

E poi a chi servirebbe?

Sarei guardato con molto sospetto, un gattopardo da studiare a distanza chiuso dentro una gabbia morale.

Le mie sensazioni vivono con me  e moriranno con me.

Sono una forza del passato che nessuno più capisce.

Daniele

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categorie: riflessioni, ricordi, alfiano vecchio
mercoledì, 11 novembre 2009

11/11/09 - Il mio piccolo paese

Alfiano

Ho affrontato tante volte questo discorso e ogni volta che ci penso mi stupisco ancora, e non so spiegarmi il perchè di questa cosa che sento profonda dentro di me.

E' difficile da spiegare a chi qui ad Alfiano forse non ci è mai venuto, ma io “sento” che non potrei vivere in nessun altro luogo se non qui, in questo piccolo paese.

Forse potrei dire che non è nemmeno niente di straordinario, dopotutto c'è solo una strada che finisce senza spiegarti il perchè; due file di case che si stagliano ai lati e guardano l'una all'altra; una chiesa messa in un angolo nel punto più alto; un sentiero impervio che ti accompagna fino alle rive dell'Oglio; un altro sterrato che ti porta al cimitero ed un terzo che si perde nei campi fino a scomparire sotto all'autostrada..

Tutto qua: due cascine che si prendono la parte predominante del paese e campi, tantissimi campi che gli fanno da contorno..

Niente altro.. non c'è davvero niente altro..

Ma un qualcosa di “magico” deve esserci per forza se questo piccolo paese ti resta nel cuore, se ne senti la mancanza quando non ci sei, se ci vorresti tornare anche dopo tanti anni dopo che te ne sei andato..

Qualcosa di indescrivibile che ti lega indissolubilmente e che ti procura uno strano senso di “beatitudine” quando ci arrivi..

E non è un mio pensiero o una mia riflessione, è il pensiero comune di tante, tantissime persone che in qualche modo hanno avuto a che fare con Alfiano Vecchio, e che lo ricordano con “tantissimo affetto”..

Per quanto mi riguarda, forse sarà perchè ci sono nato qui, in questa casa che è tutto il mio mondo, in questa casa che amo con tutto me stesso, tra queste quattro pareti che mi hanno visto bambino, adolescente, uomo..

Forse sarà perchè sento che il vivere qui è quel “qualcosa” che, nonostante tutto, mi dà la forza di tirare avanti, cercando di superare ostacoli e incomprensioni, arrabbiature e anche altro..

Forse sarà che ho sempre desiderato rimanerci qui, non pensando minimamente che potrei andarmene..

Forse sarà che lo vedo e lo sento come un mondo tutto mio..

E per questo, qui, vorrei poterci vivere tutti i giorni che potrò contare nel mio futuro..

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categorie: riflessioni, ricordi, bambino, alfiano vecchio
domenica, 08 novembre 2009

08/11/09 - Domenica

Alfiano Vista232

C'è proprio da dire che questo week end si è presentato con un grande mantello pieno di pioggia, pioggia che non ha lesinato a distribuire.. anzi, scrutando il cielo  sembra che abbia tutta l'intenzione di accompagnarci fino a questa sera.

Giusto per non farci mancare niente, si è alzato, nel corso della mattinata, un vento sferzante e freddo che ha sbatacchiato senza pietà i rami degli alberi, accelerando in questo modo, la caduta delle ultime foglie.

Foglie che tristemente poi, giacciono come immobili, come tanti punti colorati,  sul nastro d'asfalto che ricopre queste strade di campagna.

E anche l'umidità  che riveste l'aria è talmente spessa che quasi la si può toccare..

Guardo sconsolato fuori dalla finestra e vedo strati e strati di nubi cumuliformi che si rincorrono nel cielo, quasi oscurandolo, e mi viene proprio da pensare che non porteranno niente di buono.

Oggi non so quale sarà il programma della giornata, questo tempo, in effetti,  non mi invoglia per niente ad uscire di casa anzi..

Guardo le fiamme che ballano con fare frenetico dietro al vetro della stufa, e mi piace un sacco perderci gli occhi, godendo del colore del fuoco e  del calore che ne esce..

Ma non importa se non ho grandi programmi da affrontare, posso starmene bello comodo sul divano, televisione acceso giusto per sentirlo parlare e occhi incollati ad un libro che è da tanto che vorrei leggere.

Ma sento che purtroppo non sono dell'umore giusto, faccio fatica a macinare le parole che leggo, faccio quasi fatica a dare loro un significato, faccio fatica a capire la storia che mi si vuole raccontare..

Forse è meglio lasciar perdere: e se prendessi un ombrello, un caldo giubbotto, le scarpe invernali e mi avventurassi in una passeggiata solitaria sulle rive dell'Oglio??

Uhm.. non mi dispiace l'idea.. ci devo pensare..

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categorie: riflessioni, attualità, alfiano vecchio
giovedì, 05 novembre 2009

05/11/09 - Un sorriso

Mamma 03

Non ricordo più, ormai, quante volte ho manifestato la mia gioia e la mia emozione quando trovo quel piccolo pezzo di tempo tutto per me, tempo che mi permette di “scappare” dalla realtà per affondare con i ricordi nelle tante fotografie che stanno nascoste in quel cassetto.

E' quasi una necessità quella che sento, e mi ci affondo con tutto me stesso, certo di ritrovare prima o poi qualcosa che mi riporta negli anni passati.

Stasera, devo proprio confessarlo, sono stato fortunato, ho inciampato con gli occhi nel sorriso più dolce che porto impresso nel cuore.

Anche qui non posso che ripetermi, e chi se lo scorda più il sorriso di mamma??

In questa fotografia poi, lo trovo talmente radioso che quasi, i battiti del mio cuore, si sono come rallentati.

A volte è talmente strano quanto la ricordo bene che ne sento “fisicamente” la presenza e questo, una volta di più, mi aiuta ad affrontare le varie avversità che in questo momento sembrano essersi date appuntamento per rendermi “difficoltoso” il vivere.

Forse non è del tutto normale quello che mi capita, ma spesso, mi ritrovo con i pensieri a “scambiare” le mie opinioni cercando rifugio in quegli occhi chiari che sorridevano (pure loro) con quella semplicità disarmante che ha sempre caratterizzato mamma.

Pensavo che lo scorrere del tempo diminuisse quel vuoto che ha lasciato, ma il ricordo che ancora oggi la accompagna, specialmente in questi giorni dove vengono “onorate” le persone che ci hanno lasciato, devo dire che la rende sempre “presente”.

E' dolce risentire piccoli aneddoti che le persone ricordano di mamma, forse sempre le stesse e forse sempre uguali, ma talmente cariche di affetto che quasi è un “riconoscimento” che si perde tra le pieghe del tempo.

Per questo stasera sono felice di aver “ripescato” quell'incredibile serenità che anche dalle foto traspare chiaramente..

E nella punta di dolore che muove ogni mio pensiero, confesso che sono grato a mamma Maria di alleviare ancora oggi quei momenti profondi di sconforto che mi prendono, sento che “ricordarla” mi aiuta in qualche modo a superarli e a guardare avanti.

E' difficile da capire, ma mi piacerebbe, anche solo per una volta ancora, sentire la sua voce e il suono cristallino della sua risata..

Sono sicuro che mi “farebbe bene” anzi.. ne sono proprio certo..

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categorie: riflessioni, ricordi, mamma, alfiano vecchio
mercoledì, 04 novembre 2009

04/11/09 - Autunno

Alfiano Vista35

In questi ultimi tre giorni devo dire che il tempo ci ha messo proprio del suo, siamo passati da un Lunedì vestito da una pioggia copiosa ed intermittente ad un Martedì “mascherato” da un bellissimo sole (quasi caldo oserei dire) per approdare a questo Mercoledì sopraffatto da mille toni di grigio.

 

Mi sono guardato attorno per bene stamattina, e mi ha messo un poco di tristezza vedere le quattro case di Alfiano Vecchio annegate nelle pieghe di un cielo carico di nubi che quasi toglievano la luce alla natura circostante.

 

Ho osservato questa aria quasi innaturale e ho notato che davvero la natura sembra pronta ad affrontare sia questa stagione che quella invernale.

 

Tutto sembra essersi rivestito da una specie di torpore:  il colore dell’erba sta perdendo lo smalto che la rende sempre brillante, le piante si stanno lentamente spogliando e le foglie che cadono formano grandi tappeti immensi ai loro piedi, il fiume ha assunto uno strano strato di colore che lo fa assomigliare alla terra che lo circonda.

 

Solo punti di colore che spuntano qua e là tra le foglie rendono in qualche modo giustizia a questo autunno..

 

Ogni stagione in effetti ha il proprio fascino e questa, per alcuni versi, è la più “sfiziosa” visti i tanti cambiamenti di cui si nutre..

 

Spero di trovare il tempo che mi serve per perdermi nelle stradine che circondano questo piccolo appezzamento di terra, giusto per entrare a contatto diretto con la natura e per perdermi nei miei pensieri..

postato da: Brucoblue alle ore 09:34 | link | commenti | commenti
categorie: paesaggio, natura, attualità, alfiano vecchio

Chi sono

Utente: Brucoblue
Nome: Silvio Bonaldi
Ho 50 anni, sono nato qui ad Alfiano Vecchio e ci vivo tuttora. Sono sposato, due figli, una gatta nera che si chiama Minou. Avevo un cane, Biagio, che si è allontanato da casa il 1 maggio 2007 e non è più tornato...... sbonaldi@inwind.it

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18/09/2007